Il palazzo della Provincia è considerato il più alto esempio di edificio in stile umbertino a Piacenza, caratterizzato dalla fusione dello stile rinascimentale e neoclassico, uniti in un complesso di grande equilibrio spaziale e volumetrico, vivacizzato da elementi Liberty.
dall’architetto Manfredo Manfredi
Per contratto l’opera avrebbe dovuto essere conclusa entro il 1913, ma venne portata a termine solo nel 1917. In accordo con il Ministero il pianterreno e buona parte dell’ammezzato vennero riservati all’Ufficio Poste, Telegrafi e Telefoni, non senza polemiche, in quanto per molti consiglieri a costruire la una necessariamente nuova sede delle poste avrebbe dovuto provvedere il Comune.
Sale importanti
Al primo piano (attuale secondo) vennero realizzate le sale di rappresentanza istituzionale: l’ufficio del Presidente e la sala Giunta, che si trovavano dove sono tutt’oggi, e la sala Consiglio, che occupava tutta la parte orientale, a destra dello scalone, realizzato in marmo “mandorla chiaro” fornito da una ditta veneta. Al terzo piano trovò spazio l’Ufficio tecnico.
Il primo Consiglio Provinciale, eletto a suffragio universale nelle consultazioni elettorali del 15 giugno in applicazione dell’articolo 48 della Costituzione Repubblicana, si riunì il 27 giugno 1951. Come sede delle sedute venne scelta la grande sala a pianterreno, nel 1938 lasciata libera dalle Poste, trasferitesi nella sede di via S. Antonino, e nel 1949 tornata a disposizione della Provincia, dopo una temporanea assegnazione all’ANPI.
La sala, si legge nella cronaca di quella prima seduta comparsa sul quotidiano piacentino Libertà, ospitava già i busti di Giuseppe Verdi e di Giuseppe Garibaldi rimasti ai lati del tavolo di presidenza fino a 7 anni fa, quando il salone venne restaurato. Dopo il restauro nel salone è rimasto solo il busto di Verdi, realizzato su incarico della Provincia dallo scultore Pier Enrico Astorri nel 1926, in occasione del venticinquennale della morte del compositore, che fu consigliere provinciale di Piacenza nel 1889-90 e al quale la sala Consiglio è oggi dedicata.

La Provincia possiede un pregiato contingente di opere artistiche, dipinti e sculture, raccolte e acquistate nel corso di un cinquantennio, che sono state distribuite nei diversi ambienti di rappresentanza.

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